Psicoterapia sistemico-relazionale individuale
È la formazione di base del mio lavoro clinico: guarda alla persona dentro le sue relazioni — familiari, affettive, lavorative — perché è lì che una difficoltà spesso nasce e si mantiene.
Approccio terapeutico
Nel mio lavoro integro competenze e metodologie diverse. L'obiettivo non è applicare un modello, ma individuare l'approccio più adatto alla persona e alla problematica che porta.
Negli anni ho ampliato la mia formazione in diversi ambiti e approcci della psicologia clinica proprio per potermi adattare meglio al problema specifico di chi ho di fronte.
Due persone possono raccontare lo stesso sintomo — l'ansia, per esempio — e avere bisogno di due percorsi molto diversi. Per questo la scelta della metodologia arriva dopo l'ascolto, mai prima.
Non prometto risultati in un numero prestabilito di sedute: sarebbe una promessa poco seria. Quello che posso garantire è chiarezza sugli obiettivi, verifica del percorso e un contesto riservato e privo di giudizio.

È la formazione di base del mio lavoro clinico: guarda alla persona dentro le sue relazioni — familiari, affettive, lavorative — perché è lì che una difficoltà spesso nasce e si mantiene.
Strumenti concreti per intervenire sui pensieri e sui comportamenti che alimentano fobie, ossessioni e attacchi di panico.
Un lavoro focalizzato sul problema presente e sulle soluzioni già tentate, appreso presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.
Tecnica specifica per elaborare esperienze traumatiche e i sintomi che ne derivano, come ansia, panico e fobie.
Pratiche di consapevolezza che aiutano a stare in contatto con quello che accade, riducendo l'automatismo delle reazioni.
Una tecnica di rilassamento strutturata, utile per la tensione psicofisica e per i disturbi legati allo stress.
Uno sguardo sulla storia personale, che aiuta a comprendere il senso di ciò che si ripete.
Il primo passo
Molte persone rimandano per timore del giudizio, o perché pensano di dover farcela da sole. Il primo incontro non impegna a nulla: serve a capire se ci si sente a proprio agio, che è il vero punto di partenza di ogni psicoterapia.
Una telefonata o un messaggio. Serve a spiegare cosa sta succedendo, anche in modo confuso, e a fissare un primo incontro.
Ci prendiamo il tempo di conoscere la situazione: cosa provi, da quanto tempo, cosa hai già provato a fare.
Insieme individuiamo la metodologia più adatta e definiamo obiettivi realistici, condivisi e verificabili nel tempo.
Il percorso viene rivisto man mano: la frequenza e la durata dipendono dalla persona e da ciò che emerge.
Se qualcosa di ciò che hai letto ti riguarda, possiamo iniziare da una conversazione.